“Feeling Bleeding Rising Shining”, ecco il nuovo album di inDAroots Project 

Dal 12 dicembre 2025 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming “Feeling Bleeding Rising Shining”, il nuovo album di inDAroots Project per altodischi/Blackcandy Produzioni dal quale è estratto il singolo in rotazione radiofonica “Changing worlds”.

“Changing Worlds” apre l’album con un’euforia travolgente, descrivendo un amore che trasfigura la realtà.

Immagini sinestetiche dipingono un mondo di pura esperienza sensoriale in cui chi ascolta si ritrova immerso, quasi come in un sogno. La traccia svela immediatamente il sound psichedelico che ha ispirato il nuovo lavoro degli InDARoots e apre la strada ai temi cari agli artisti: la forza del desiderio, la bellezza della trasformazione; l’importanza del perdere se stessi per poi ritrovarsi, arricchiti dall’esperienza dell’invasione di sé che ogni amore si porta dietro. Un’invasione che è croce e delizia, crudeltà e bellezza. In ogni caso, meraviglia.

Spiegano gli artisti a proposito del brano: “Changing Worlds è nato sul mare, alla nostra destra la costa e all’orizzonte una distesa di acqua infinita. Il tema ostinato che si ripete, lo abbiamo suonato con un ukulele – l’unico strumento a nostra disposizione in quel momento – molte e molte volte, prima di poter vedere che effetto faceva trasportato sul contrabbasso. E così, la prima volta che lo abbiamo arrangiato e suonato nelle condizioni “definitive”, anche con i loop, con gli effetti sul contrabbasso e sulla voce, con il sintetizzatore, ci è sembrato quasi di tradire un vecchio amico. Poi abbiamo imparato ad amarlo anche “vestito”, ma tutte le volte che lo suoniamo, ci torna alla mente quello stato di grazia, quella distesa di acqua infinita e quella luce accecante che ci faceva strizzare gli occhi dalla quale tutto è partito, per poi arrivare qua. Trasformato, ma in fondo uguale a se stesso, mutato nella forma ma non nell’essenza, ostinato come quel tema sull’ukulele, crudele e innamorato.”

Con l’album “Feeling Bleeding Rising Shining”, il duo InDaRoots (Gabriella D’Amico e Cristiano Da Ros) abbraccia la lingua inglese, ampliando la propria cifra stilistica in una dimensione di più ampio respiro. Il titolo racchiude la complessa e intima confessione degli artisti sulle emozioni dirompenti, che vengono rielaborate e trasformate in esperienze significative.

L’esperienza di ascolto è un viaggio immersivo in cui il contrabbasso spazia tra groove pulsanti e melodie ipnotiche, mentre la voce dipinge atmosfere sospese tra sogno e realtà. Questo nucleo acustico è potenziato da un sapiente uso di texture elettroniche, create con loop, sovraincisioni ed effetti, che arricchiscono il sound “nudo” del duo.

Rispetto al lavoro precedente, InDaRoots continua a esplorare le fragilità umane, ma con una prospettiva matura. La scelta dell’inglese, lingua dal lessico più astratto e franco, si dimostra ideale per veicolare emozioni non mediate. Questo permette all’ascoltatore di connettersi agli artisti più sul piano dell’evocazione sonora che su quello razionale della narrazione.

Ogni brano diventa una “piccola storia universale” ricca di immagini vivide – dolorose, sensuali, oniriche – spingendo l’ascoltatore a confrontarsi con le proprie ombre e a risvegliare identità sopite. Il risultato è un’opera di profonda consapevolezza, a tratti malinconica e a tratti piena di vitale speranza.

Commenta il duo sul nuovo album: “Con questo nuovo album, abbiamo compiuto una scelta poetica prima che linguistica. Passare all’inglese non è stato un tradire le nostre radici, ma un cercare una nuova terra espressiva per quelle stesse radici. Abbiamo sentito che la lingua italiana, così ricca di storia e di peso specifico, a volte ‘raccontava’ troppo. I suoi significanti – il suono stesso delle parole – erano così legati a un immaginario culturale preciso da rischiare di distrarre dall’emozione che volevamo trasmettere. L’inglese, per noi, funziona come un significante più ‘trasparente’. Non è che le parole non abbiano significato, anzi. Ma il loro suono, la fonetica stessa, si fonde con la musica in modo più organico, quasi fosse uno strumento aggiunto. Le vocali aperte, le consonanti liquide diventano parte della texture del contrabbasso e dell’elettronica. Ci permettono di essere più astratti, più universali, di guardare un pò più da lontano anche noi stessi. Le parole non narrano più un’emozione. Piuttosto ne diventano il suono, la evocano, lasciando a voi l’esperienza diretta di sentirla, senza la mediazione di una storia troppo definita.

Questo disco parla di trasformazioni profonde, di confini da valicare, di amori folli, di morti e di rinascite. Sono temi che sentivamo avessero bisogno di uno spazio vuoto intorno, di un respiro più ampio. L’inglese ci ha dato quel respiro. È il vestito sonoro perfetto per le nostre storie, perché non le chiude in una narrazione, ma le apre a infinite interpretazioni. È un album nato dal desiderio che la nostra musica parlasse un linguaggio universale, non per convenienza, ma per essenza.”

TRACK LIST:

  1. Changing Worlds
  2. My Foolish love for you
  3. Hopes
  4. Alabama Monroe
  5. Five Shades
  6. In Rainbows
  7. Stormy Bounds
  8. Flower of love

Biografia

InDAroots è il progetto musicale nato a Milano nel 2016 dall’incontro artistico tra il contrabbassista jazz Cristiano Da Ros e la cantante Gabriella D’Amico. Il duo ha unito due percorsi musicali ricchi e strutturati per dare vita a una sintesi originale che fonde le rispettive radici jazz e classiche con la passione per la musica elettronica e d’autore.

Il progetto è partito in acustico, ma ha rapidamente evoluto il proprio sound verso un’ibridazione che vede l’elettronica assumere un ruolo sempre più centrale, culminando nell’attuale cifra stilistica che si può ritrovare nell’album Feeling, Bleeding Rising, Shining.

La loro musica mira a dipingere stati d’animo e paesaggi interiori, esplorando i temi universali della condizione umana – dalle fragilità dell’animo alla vertigine delle relazioni – attraverso testi evocativi e la fusione di suoni organici e digitali.

Entrambi gli artisti hanno intrapreso il percorso musicale in adolescenza, sviluppandolo in modo indipendente prima di convergere negli InDaRoots:

  • Gabriella D’Amico ha una formazione vocale che spazia dal repertorio classico al jazz, linguaggio che ha approfondito come voce del Blue Time Society, un quartetto jazz attivo nella scena milanese.
  • Cristiano Da Ros vanta una solida formazione accademica jazz, con diploma in contrabbasso e studi al Berklee College of Music. Polistrumentista (suona anche chitarra e pianoforte), ha collaborato con nomi di spicco del jazz italiano contemporaneo come Dario Walid Yassa, Antonio Bonazzo e Francesco Chiapperini.

Le reference musicali degli InDaRoots si collocano in un terreno ibrido:

  • Dal Jazz attingono alla potenza narrativa di Charles Mingus, all’approccio modale di Miles Davis e all’energia contemporanea di Esbjörn Svensson Trio (EST), Brad Mehldau e Avishai Cohen.
  • Dal Rock Psichedelico e Progressive prendono ispirazione dalla rivoluzione melodica dei Beatles, dalle esperienze sonore totali dei Pink Floyd e dal camaleontismo visionario di David Bowie e PJ Harvey.
  • Dall’Elettronica Colta sono attratti da producer che lavorano sulle atmosfere e la profondità (Moderat, Apparat, The Cinematic Orchestra, Jon Hopkins) e sono profondamente influenzati dalla visionarietà di Björk.

Il loro pubblico è un target colto ed eterogeneo, che apprezza l’ascolto approfondito, la sperimentazione e la fusione di generi.

Per conoscere il progetto, il duo suggerisce l’ascolto di brani come: “Di crepe, di sogni, di futili desideri”, “Shades of Freedom”, “Mordi e Sogna”.

InDaRoots è attualmente supportato dall’agenzia di booking Anthill Booking e da Alessandro Gallicchio.

“Feeling Bleeding Rising Shining” è il nuovo album di inDARoots Project per altodischi/Blackcandy Produzioni disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 12 dicembre dal quale è estratto il singolo in rotazione radiofonica “Changing worlds”.

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“Con Te Partirò”: Ben Dj trasforma un capolavoro di melodia in un inno afro house 

“Con Te Partirò”, una delle più belle ed emozionanti canzoni italiane più belle di sempre, un vero inno alla melodia ed al bel canto, diventa un vero inno afro house. E’ una cover / remix che emoziona.

Succede Ben DJ, da sempre tra i protagonisti musicali dei party del jet set (e non solo), diventa un inno afro house, tutto da ballare. Chiaramente mentre si canta, meglio se tra le braccia del proprio innamorato o con la propria amata.

L’uscita del brano è datata 1995, ma certe canzoni restano e resteranno eterne per tutti. Per chi le ascolta, per chi le reinterpeta e per chi ha la fortuna di poterle ascoltare e ballare. E’ una tendenza che piace, quella di ballare oggi, con il sound di melodie italiane eterne. 

𝗕𝗲𝗻 𝗗𝗝 ripensa quindi un capolavoro leggendario, trasformando “Con Te Partirò” (che escesu Cover Hit) in un vero inno afro house da ballare con un certo stile. Tamburi tribali, suoni profondi ed un ritmo magnetico danno nuova vita a una melodia senza tempo, che regala emozioni in un modo nuovo e le regalerà per sempre.

Con oltre 30 anni di esperienza sui palchi di tutto il mondo, Ben Dj firma una cover / remix pensata per le notti estive, che persto arriverano i party più esclusivi e tutti coloro che vivono emozioni attraverso la musica.

Ben Abdallah Taoufik, in arte Ben DJ, cittadino del (bel) mondo e milanese d’adozione, vanta una solida carriera in ascesa: dalla gavetta nei piccoli locali del suo paese e ora, con più di trent’anni di esperienza, cavalca l’onda del successo nei locali più famosi del mondo. 

Le sue produzioni contano, come dicevamo, oltre 50 milioni di streaming combinati e collaborazioni eclettiche con personalità di spicco sia dell’elettronica che dello show-biz, è spesso il protagonista musicale di feste esclusive e ha partecipato ai party legati all’iconico progetto made-in-Italy “The Cal” (il Calendario Pirelli). 

E’ successo anche nel novembre 2025, quando è stato presentato The Cal 2026 con il sound e l’energia di Ben Dj.  Inoltre, nella primavera 2019, è atterrato anche in televisione, partecipando a “All Together Now”, sulla rete nazionale italiana Canale 5.

Ben Dj su Instagram

https://www.instagram.com/btsound

27/12 Happy Birthday Dylan al Bolgia – Bergamo

È una festa decisamente scatenata quella che sabato 27 dicembre 2025 fa scatenare il Bolgia di Bergamo, riferimento internazionale dell’elettronica. E’ Happy Birthday Dylan, un evento che celebra 32 anni di vita e ritmi folli del Dylan, uno dei simboli dell’elettronica da ballo in Italia e non solo. Si preannuncia un evento dall’irresistibile suono progressive, techno, hardstyle e hardcore. Sul palco si fanno sentire pilastri dell’elettronica, tra cui artisti simbolo della scena internazionale, tra cuiTatanka e The Sickest Squad.

Andiamo per ordine e partiamo dalla Main Room, dove sul palco sale un artista di primo livello come Tatanka. Classe ’79, ligure, dal ’98 ad oggi ha pubblicato decine di produzioni e remix, oltre ad aver fatto scatenare eventi come Defqon 1, Qlimax, Hardbass e Mysteryland. All’anagrafe è Valerio Mascellino, è un mito della scena hardstyle internazionale, ed ha pubblicato la sua musica su etichette come Wicked Record, Sigma Records o Pasta Records. Il suo nome d’arte deriva dalla lingua dei Nativi Americani e vuol dire bisonte. Con Tatanka, sul palco del Bolgia di Bergamo il 27 dicembre ”25, ci sono pure Cecco, Micky Vi, Juri Carera, con le voci di Mad Bob e Mr Fudo e l’intro a cura di Bass Buch.

Per chi balla nella Hardcore Room ecco The Sickest Squad. Attivi dal 2000, dapprima come Sick Dj Team, la loro attività è legata a realtà discografiche come SickCore Records o Brutale. Tra Europa, Canada e Australia, il loro suono è amato e conosciuto ovunque. E spinge forte anche nel recente remix per “Illusion of Time” di Dr. Peacock. In Hardcore Room il 27/12 ci si scatena anche con il sound di Claudio Lancinhouse, simbolo della scena techno e hardcore italiana, e di Dynamite Concept, Revcrash, Dj Dino, Tinh4user e Drybe. Il Bolgia apre alle 23.30 e si balla fino alle 5 del mattino.

Negli ultimi mesi sono saliti sul palco del Bolgia artisti di riferimento come 999999999, Hades + Santøs, Kruelty, Ilario Alicante, Poltergst, Reinier Zonneveld, horsegiirL, Novah, Charlie Sparks, Deborah De Luca, Ale De Tuglie, Manda Moor, Fantasm, I Hate Models, Joseph Capriati, Ellen Allien, Métaraph, Marco Faraone, Indira Paganotto, Len Faki, Lilly Palmer, Franky Rizardo, East End Dubs, Luca Agnelli, Wade + Felix ed altri protagonisti della scena elettronica mondiale.

27/12 Happy Birthday Dylan @ Bolgia – Bergamo

Bolgia – Bergamo

via Vaccarezza 9, Osio Sopra (Bergamo) A4: Dalmine

Info & prenotazioni +39 338 36 24 803

13/12 Tedd Patterson @ Hype Disco – Castel Volturno (Caserta). Un dj icona della House in un top club campano

L’attesa è quasi terminata. L’Hype Discoteca di Castel Volturno (Caserta) si prepara ad ospitare una vera e propria leggenda vivente della console: il dj, producer e remixer statunitense, Tedd Patterson. Un artista capace di plasmare in modo sublime il ritmo dell’House music, diffondendo il suo inconfondibile groove da New York ai dancefloor più esigenti del globo.

L’appuntamento da non perdere, per i clubber campani, è per sabato 13 dicembre, a partire dalle 23.30, nel locale di via Mezzagni, cornice di un evento unico, che promette di ridefinire il concetto di “serata indimenticabile”.

Non un semplice dj-set, ma un’immersione totale, con Tedd Patterson, nel cuore pulsante della musica elettronica. Una notte adrenalinica, durante la quale – senza temere smentite -, la selezione musicale si trasformerà in opera d’arte e il mixer, in bacchetta magica.     

Tra i dj più amati e stimati a livello mondiale, istituzione dell’House Music, Tedd Patterson si distingue per il suo sound eclettico e imprevedibile, che fonde stili classici e contemporanei, sonorità underground, deep e ritmi percussivi vicini all’afro.

Ha collaborato e condiviso la console con icone del calibro di Louie Vega, Frankie Knuckles e Tony Humphries, esibendosi in alcuni dei locali più esclusivi al mondo: dal Cielo di New York al Ministry Of Sound di Londra passando per il Pacha di Ibiza. Oltre lui, sabato notte all’Hype, si alterneranno dj Simi e Vibra. 

Una lunga carriera quella di Tedd Patterson, nato negli anni Settanta a Savannah, in Georgia, diventato ben presto uno dei dj più richiesti a New York e non solo, salendo in cattedra, pardon, in console in ritrovi storici Usa, come Sound Factory Bar, Save The Robots, Crowbar e Sugar Babies o dilettandosi al mixer di club iconici . Una passione, la sua, che ancora oggi, lo catapulta da una parte all’altra del globo, per far scatenare in pista House music lover di ogni età.

Sabato 13 dicembre Discoteca Hype – via Mezzagni 40 – Castel Volturno (Caserta) Infoline: 377 0283207

Un anno magico per Jaywork Music

Quello si sta chiudendo, il 2025, è stato davvero davvero un anno di crescita per Jaywork Music, realtà indipendente da tempo un riferimento per gli artisti italiani e internazionali guidata da Luca Peruzzi e Luca Facchini.

«Vogliamo ringraziare tutti gli artisti che durante questo splendido 2025 si sono affidati a Jaywork per pubblicare la loro musica e le loro idee», spiegano Peruzzi e Facchini. «La musica è prima di tutto una modalità espressiva, non un business. Il nostro lavoro è aiutare gli artisti a farsi ascoltare in modo professionale in tutto il mondo. Avere successo seguendo le giuste tappe è comunque molto difficile, ma se si seguono ‘guru’ da social e scorciatoie è totalmente impossibile».

Sono tanti gli artisti che si sono distinti in questo lungo 2025 di Jaywork Music. Tra gli altri, ecco Sammy Love, che ha vinto con la sua D:SIDE il premio di miglior label techno dell’anno ai Dance Music Awards. E poi Luke DB con la sua DB MAFIA, il DJ producer veneto Stefano Mattara, il producer belga Pascal Hendrick  (l’a&r di Reworked), il producer dj tedesco Poni PunkFlwer con la sua Beathacker…

Per fortuna l’elenco è lunghissimo. «Vogliamo ringraziare pure lo staff di Apogee Music, da Miami Danny Druce, l’olandese Techneck, a&r di Ritmika… e pure Daniele Soriani, Dariush, Diego Broggio, tra i nostri nostri fedeli produttori Italiani», continuano Peruzzi e Facchini.

E che cosa fare Jaywork Music nel 2026? Continuerà a proporre nuova musica di qualità, come sempre.

Jaywork Music è presente ed attiva sul mercato discografico dal 1998. Dal 2011 Luca Facchini, dj e produttore, ha acquisito il marchio e tutto il catalogo trasferendolo a Ferrara per proseguirne l’attività discografica. Dal 2018 Luca Peruzzi diventa A&R delle Label di Jaywork e gestisce il gruppo con Luca Facchini. Jaywork Music vanta all’attivo la produzione di numerose Hit tra le quali il progetto “2Black” con la notissima “Waves of Luv”, che ricalca il grande successo del brano musicale “In alto mare” di Loredana Bertè.

Perché scegliere Jaywork Music? Jaywork Music è il partner ideale per tutti i DJ e produttori che vogliono distinguersi nel mondo della musica. Offre ad esempio soluzioni personalizzate per: CD personalizzati con la propria musica e il proprio logo; chiavette USB brandizzate caricate con i proprio migliori set o produzioni; vinili esclusivi che danno un tocco di classe alla propria immagine. 

Jaywork Newsletter: https://www.jaywork.com/newsletter

Hotel Costez Franciacorta o SeventyFive a Ponte di Legno? Costez fa rilassare, ballare, divertire

Hotel Costez continua a far ballare, cantare e rilassare la bella Franciacorta, a Cazzago (Brescia), ogni weekend, dal venerdì alla domenica. Il sabato e la domenica il divertimento inizia tardi e finisce tardissimo, la domenica si parte già alle 20, all’ora dell’aperitivo e si sta insieme fino a mezzanotte, tra show cooking, ottimi drink e ottima musica. 

E’ proprio domenica 14 dicembre che il prossimo weekend culmina, con un evento in collaborazione con Naif. E’ Naif First Act, Ep.06: It feels real. Il sottotitolo di questa festa dice più o meno tutto: è così reale, lo senti, è solo un’illusione? In console ci sono Biso e Luca Lazza, per cui il ritmo è garantito.

Dopo il successo del weekend di apertura continua anche il successo di SeventyFive 75 (nella foto) a Ponte di Legno (BS), che da quest’anno è parte della Costez Family. Qui lo staff fa ballare, ma non solo.

75 SeventyFive nei giorni festivi e prefestivi apre a pranzo e a cena e dopocena. E non solo.  Tra i suoi punti di forza, oltre all’after dinner, c’è anche l’aperitivo, che inizia già alle 17 in un’atmosfera curata e rilassata. Il mood è firmato Costez, con un dj set nella bella terrazza panoramica che crea subito le vibes giuste tra musica, drink e aria di montagna. L’esperienza può poi continuare: dall’aperitivo si può proseguire con la cena e poi con il post-dinner indoor, dove la musica continua e la serata prende forma.

Creato da Paolo e Francesco Battaglia nel 2007, Costez nel tempo è cresciuto facendo scatenare club, discobar, festival in diverse regioni italiane. Oggi prende all’Hotel Costez di Cazzago (BS), uno scatenato dj bar e pure in montagna, al SeventyFive 75 di Ponte di Pegno (BS). Chi balla con Costez lo fa al massimo con ottimi dj, show di qualità, scenografie, servizio sempre curati e soprattutto con uno staff di ragazzi che mentre lavorano si divertono… o viceversa. 

Hotel Costez Franciacorta

via Pertini 2D Cazzago San Martino (BS) A4: Rovato

Ingresso  18+ Info 331 1228756

Web App: https://costez.club/

Instagram.com/hotelcostez__official

Seventyfive 75 by Costez – Ponte di Legno

via S antonio 7-5, Ponte Di Legno 25056 (Brescia)

331 3110880

seventyfivecostezofficial@gmail.com

Michele Piagno (barman internazionale): «un cocktail deve diventare un’esperienza che stupisce e racconta una storia»

Michele Piagno – Michelepiagno.it – tra i barman italiani di riferimento, anche a livello internazionale mNel 2011 ha ideato Glow Sweet & Sour Mix, preparato fluorescente con brevetto mondiale; ha collaborato con chef stellati e Flair Academy Milano, è Ispettore della Federazione Baristi Italiani, etc) fa il punto sulle tendenze del bartending internazionale. Tra l’altro, è in arrivo a breve un suo nuovo libro, dedicato sia agli addetti ai lavori sia agli appassionati del bere miscelato

E’ il momento giusto per farlo. Con l’arrivo dell’inverno e l’avvicinarsi delle festività natalizie, questo universo entra in una delle sue stagioni più intense e creative. Il periodo 2025-2026 segna un vero punto di svolta: il cocktail non è più soltanto una bevanda, ma diventa mezzo di espressione, esperienza culturale e strumento di connessione sociale.

Il cocktail torna quindi ad essere spettacolo e performance, pur mantenendo equilibrio, tecnica e rispetto della materia prima. «La nuova era del bartending parla la lingua del territorio. Botaniche locali, agrumi stagionali, distillati artigianali e riduzione dello spreco diventano elementi fondamentali del processo creativo. Il concetto di “local cocktail” è oggi una delle tendenze più forti a livello globale: ogni drink deve raccontare un luogo, una storia, una cultura», continua il barman friulano. 

«Stiamo assistendo a una trasformazione profonda del settore: nasce una nuova filosofia del bere, basata su identità, sostenibilità, consapevolezza e creatività internazionale», spiega Michele Piagno. «Oggi il bartender non è più solo un esecutore tecnico, ma un autore, un narratore e un interprete del tempo in cui vive e deve presentare ogni cocktail come una esperienza multisensoriale».

«Il cliente oggi non cerca semplicemente un buon drink. Cerca un momento memorabile. Luci, musica, profumi, bicchieri, garnish (ovvero il modo in cui cocktail viene abbellito e presentato, NDR) e storytelling diventano parte integrante della ricetta. Il cocktail viene inserito in una narrazione sensoriale completa», continua Piagno.

Secondo Michele Piagno, il futuro del bartending passa attraverso la capacità di creare emozione, atmosfera e valore attraverso un singolo bicchiere. Tutto questo potrebbe diventare una sorta di ritorno al maximalismo ed alla teatralità. «Dopo anni segnati dal minimalismo e dalle linee pulite, la mixology internazionale riscopre il gusto per lo stupore. Tornano garnish scenografici, affumicature, giochi di temperatura, ghiaccio scolpito e presentazioni d’impatto visivo», continua Piagno. 

Drink e cocktail, poi, cambiano sempre. Low alcohol e mocktail premium crescono, ad esempio. «Il bere consapevole continua a crescere. Aumenta la richiesta di cocktail a basso contenuto alcolico e di mocktail strutturati e complessi. Non si tratta più di semplici alternative, ma di vere creazioni di alta mixology, pensate con tecnica e visione», spiega Piagno. «Il futuro non è bere di più, ma bere meglio».

C’è poi di nuovo voglia di vera socialità. «In un mondo sempre più digitale e veloce, il bar torna a essere uno degli ultimi spazi di socialità autentica. Il cliente cerca relazione, dialogo, connessione umana. Il cocktail diventa il punto d’incontro tra le persone», continua Piagno. Per il barman friulano, tutto questo è uno dei pilastri più importanti del futuro del bartending: creare luoghi di incontro reali attraverso il gusto e l’atmosfera.

E ora veniamo alle tendenze sui cocktail protagonisti dell’inverno 2025-2026. Nonostante l’evoluzione continua, i grandi classici restano protagonisti nei migliori cocktail bar del mondo, ma vengono reinterpretati con tecniche moderne, ingredienti premium e twist stagionali. «Spazio quindi  a Margarita, ma in versione speziata, affumicata o gourmet; a Mojito creati con con erbe alternative e riduzione dello zucchero; ecco poi ancora lo Spritz, ,a più secco, botanico ed elegante. E ancora, il Gin & Tonic diventa personalizzato e territoriale mentre il Dry Martini piace in mini serve di alta gamma. Infine piacciono di nuovo i Cocktail a base di rum e whisky, oggi più strutturati e avvolgenti».

Le festività rappresentano poi un’opportunità straordinaria per esprimere creatività e identità. Spezie, miele, cacao, agrumi maturi, castagne, liquori tradizionali e distillati italiani diventano protagonisti di signature cocktail stagionali. «Il cocktail invernale non è solo una bevanda: è un rituale, un ricordo, un’emozione liquida. Perché secondo Michele Piagno: «Il cliente non deve solo bere: deve sentire una storia nel bicchiere».

Riassumendo, il bartender del futuro non versa solo da bere, è un ambasciatore di cultura.  «Sarà, anzi dovrà essere sempre più un portatore di valori: sostenibilità, identità, rispetto della materia prima e centralità dell’esperienza umana. Il vero lusso non sarà il cocktail più caro, ma quello capace di raccontare una storia autentica».

20/12 999999999 x La Gabbia @ Bolgia – Bergamo

Sabato 20 dicembre 2025 il Bolgia di Bergamo, riferimento internazionale dell’elettronica, balla con la techno degli italiani 999999999. Si tratta di una performance live che va in scena in una scenografica gabbia, per un evento guarda caso chiamato La Gabbia. Con i 999999999 c’è pure The Devil Dwarf, altro talento italiano in sicura ascesa.

Con quasi 620mila fan su Instagram, i 999999999 sono Carlo B. e Giovanni C. e producono hard techno fin dal lontano 2016. Il loro stile è frenetico, potente e personale. L’esperimento dei 999999999, sul palco del Bolgia il 20/12, è quello di unire suoni della musica rave degli anni ’90, classici old school ed acid techno. “Fire 4 The Dancefloor”, inclusa invece nell’EP “Dyls Va 001”, è una traccia manifesto. “Acid World”, voce ed energia techno a 155 bpm, è tra le produzioni più recenti, e lascia il segno. Dopo il loro set del 20/12 su un palco importante come quello del Bolgia, il 30 dicembre chiudono l’anno in grande stile in UK, al Banana Block di Belfast. 

Con loro in Main Room al Bolgia anche The Devil Dwarf, dj e produttore hard techno italiano che fonde energia e identità sonora, tra psy trance, hardcore e hardstyle. Nel 2025 la collaborazione con CLTX ne consolida il nome, con tracce supportate, tra gli altri, proprio dai 999999999. Con loro, in Main Room al Bolgia di Bergamo il 20/12, anche WM, Brascø b2b Bengsaø. Il 20/12, la Lab Room si scatena con i suoni del party Candy. Il Bolgia apre alle 23.30 e si balla fino alle 6 del mattino.

Negli ultimi mesi sono saliti sul palco del Bolgia artisti di riferimento come Hades + Santøs, Kruelty, Ilario Alicante, Poltergst, Reinier Zonneveld, horsegiirL, Novah, Charlie Sparks, Deborah De Luca, Ale De Tuglie, Manda Moor, Fantasm, I Hate Models, Joseph Capriati, Ellen Allien, Métaraph, Marco Faraone, Indira Paganotto, Len Faki, Lilly Palmer, Franky Rizardo, East End Dubs, Luca Agnelli, Wade + Felix ed altri protagonisti della scena elettronica mondiale.

20/12 999999999 x La Gabbia @ Bolgia – Bergamo 

Bolgia – Bergamo

via Vaccarezza 9, Osio Sopra (Bergamo) A4: Dalmine

Info & prenotazioni +39 338 36 24 803

“Cuore dentro”, il nuovo singolo di Alberto Conti

E’ disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Cuore dentro”, il nuovo singolo di Alberto Conti

“Cuore Dentro” è un brano emotivo che racconta il momento fragile in cui una relazione si spezza, ma il cuore non riesce ancora a rassegnarsi.

Il testo vive di contrasti: il desiderio di capire fin dove ci si sta spingendo (es. “pagherei un jet per comprendere se oltre il mare ghiaccio e cemento sto precipitando”) e la paura di affrontare il distacco: “toglimi di dosso tutta la paura che c’è”.

Il tempo scorre veloce, la via d’uscita non si vede, e due persone non saranno più insieme “nella tua città”. Eppure rimane la volontà di fare ordine, legando i ricordi e il tormento che hanno segnato quella storia.

Commenta l’artista sul nuovo brano:“Cuore Dentro è un brano emotivo che racconta i tormenti di una relazione che finisce. Nasce dall’idea di voler esprimere anche questo mio lato più introspettivo.”

Il videoclip di “Cuore Dentro” vede Alberto Conti immerso in un bosco e circondato dai ricordi, che sono rappresentati dalle foto che lo circondano. È un insieme di immagini che vogliono proiettare l’ascoltatore dentro il tormento che caratterizza il brano.

Guarda il videoclip su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=NZefX3B-pIc

Biografia

Alberto Conti, nato a Modena il 15 agosto 2003, è un cantautore e chitarrista che combina una formazione classica con influenze contemporanee. Inizia a suonare la chitarra all’età di otto anni e prosegue gli studi al Liceo Musicale di Modena, diplomandosi in Chitarra Classica, e successivamente si laurea in Chitarra Jazz al Conservatorio di Parma.

Nel 2022, partecipa a Italia’s Got Talent, dove si fa conoscere per la qualità della sua esibizione, ricevendo un’accoglienza entusiasta dai giudici. Nel 2025, inizia il suo percorso discografico in collaborazione con il produttore Alex Bagnoli, con cui ha realizzato i brani del suo primo disco, un progetto che unisce ricerca sonora e autenticità espressiva. Marco Baroni contribuisce come coautore dei testi, arricchendo ogni canzone di sfumature e profondità narrativa.

Il suo primo singolo, “Sogni in Svendita”, è un’anticipazione del suo album di debutto atteso per i primi mesi del 2026. Il progetto si distingue per originalità e freschezza, proponendo un linguaggio musicale personale e distante dalle mode dominanti nel panorama italiano. Alberto Conti cita John Mayer, Sam Fender e Jacob Collier come suoi artisti di riferimento.

Con la sua musica, Alberto desidera raccontare la vita di tutti i giorni e le esperienze dei suoi coetanei, cercando di costruire una carriera musicale incentrata sulla chitarra e sulla voce, strumenti che desidera mantenere al centro del suo percorso artistico. Dal vivo, Alberto trova la sua dimensione più naturale, dove chitarra e voce diventano strumenti diretti per raccontare la sua musica con semplicità e autenticità.

A novembre 2025 pubblica il brano “Sogni in svendita”.

“Cuore Dentro” è il nuovo singolo di Alberto Conti disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 5 dicembre 2025.

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“NOTHING BUT DUST”, ecco il nuovo singolo dei KOSTJA

“Nothing But Dust” è il primo singolo estratto dal nuovo album di Kostja, dal titolo Drift Migration, termine scientifico che descrive la deviazione di un uccello migrante dalla propria rotta originaria. “Nothing But Dust” racconta la sensazione di stallo e smarrimento che può suscitare l’avere troppe scelte davanti a sé, e il perenne dubbio di aver compiuto quella sbagliata in assenza di riferimenti e conferme dall’esterno. L’arrangiamento del brano si “costruisce” pezzo dopo pezzo durante l’ascolto, in una sovrapposizione di elementi che solo nel finale raggiunge la sua completezza. L’artwork è stato curato da Davide Palombo e ha come soggetto un uccello smarrito in un paesaggio industriale. Il volatile sarà protagonista anche delle successive copertine dei singoli, a creare una narrazione grafica che culminerà con la copertina finale dell’album.

Commenta l’artista sul nuovo singolo: Ho scritto Nothing but Dust in un periodo in cui mi sentivo sopraffatto dal lavoro e faticavo a trovare del tempo per me. Volevo descrivere la sensazione di indecisione che si prova nel momento in cui una scelta sembra non dare i frutti sperati e si è in bilico tra il perseverare a testa bassa e il cambiare completamente rotta. Il titolo della canzone, Nothing but Dust, nasce da un tentativo di osservare la situazione con più distacco e da una prospettiva più ampia e universale“.

Biografia

Kostja è un chitarrista, cantautore e compositore nato a Leningrado e residente a Bologna, in Italia. Dopo una laurea in Geologia che lo ha portato in giro per le Alpi italiane, ha deciso di dedicarsi interamente alla musica. Nella primavera del 2021 ha pubblicato il suo primo EP autoprodotto Be Defenceless, con Giovanni Miatto al basso, Evita Polidoro alla voce, Anton Sconosciuto alla batteria. Il concept grafico è incentrato sulle diapositive, uno strumento fotografico in disuso che lo riconnette alla sua infanzia, e sui disegni ad acquerello di Kostja. Il suo secondo EP di quattro tracce intitolato Negative of a Reverie è uscito a gennaio 2024 tramite PLUMA Dischi / IRMA Records.

“Nothing But Dust” è il nuovo singolo di Kostja, disponibile in streaming su tutte le piattaforme digitali dal 28 novembre 2025 e in rotazione radiofonica dal 5 dicembre. 

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